La comunicazione non ostile per lo sport

Chi pratica sport cerca di ottenere il massimo nel rispetto delle regole e dell’avversario. Non solo in gara, ma anche nella vita di tutti i giorni, sono importanti i valori della correttezza, della condivisione e del rispetto. Per questo motivo è stato redatto il manifesto della comunicazione non ostile per lo sport su iniziativa del Coni che è stato recentemente presentato a Bari. Sono presenti dieci principi per ristabilire un contatto diretto, sincero e fondato sui valori nobili dello sport con l’obiettivo di evitare un linguaggio ostile nel tifo e nella comunicazione. Ad ispirare la redazione di questo documento sono stati oltre 100 contributi, fra atleti, club, squadre, federazioni, aziende, giornalisti e comunicatori legati al mondo dello sport.

Ecco i dieci principi su cui si fonda il manifesto:

  1. Virtuale è reale: sport è dare sempre il meglio di sé. Per questo sia in gara, sia nella vita e nel mondo virtuale, sostengo i valori della correttezza, della condivisione e del rispetto.
  2. Si è ciò che si comunica: da atleta, da tifoso o da commentatore, so che i miei discorsi dicono chi sono, e quanto credo nello sport che amo. Faccio sì che siano forti, leali, onesti e gentili.
  3. Le parole danno forma al pensiero: Cerco sempre parole giuste. Governo l’adrenalina e l’emozione con il rigore del mio pensiero. Controllo i toni perché lo spirito sportivo vinca anche nella sconfitta.
  4. Prima di parlare bisogna ascoltare: Mi alleno ad ascoltare. Ascolto l’allenatore, l’arbitro, i compagni. Ascolto le lodi, e ascolto le critiche. Ascolto il mio corpo. Ascoltando divento più forte e migliore.
  5. Le parole sono un ponte: lo sport è un linguaggio che tutti capiscono e il messaggio dello sport è potente: faccio sì che sia positivo, pieno di speranza. Che ispiri le persone. Che le unisca.
  6. Le parole hanno conseguenze: Le mie parole hanno peso e valore: possono influire su molte persone rendendole peggiori o migliori. Dunque, anche in piena emozione agonistica parlo con misura.
  7. Condividere è una responsabilità: Sono responsabile dei contenuti che condivido. Esalto la sapienza tecnica, la bellezza, l’armonia, le storie che rincuorano. Condanno il tifo cieco, cattivo e ostile.
  8. Le idee si possono discutere, le persone si devono rispettare: nello sport non esistono nemici, ma solo avversari: li rispetto perché, senza di loro, non c’è gara. Rispetto regole, arbitri e giudici: sono i garanti della mia passione.
  9. Gli insulti non sono argomenti: ricordo che lo sport è fair play: gioco leale. L’agonismo è confronto positivo, mentre l’insulto è debole, vigliacco, incivile. Aggredire è il contrario di competere.
  10. Anche il silenzio comunica: il silenzio vince: è concentrazione e autocontrollo. Evito le parole vuote e inutili. Quelle violente non mi servono: so dimostrare la mia forza e il mio valore con i fatti.

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